Canto dell’anima

Canto dell’anima

Spettacolo di teatro-danza e Pittura.
Dai 3 anni.
Co-produzione Viva Opera Circus – Teatrimperfetti/ Maria Ellero.
Attore-pittore Gianni Franceschini.
Attrice-danzatrice Maria Ellero.
Elaborazione immagini Andrea Nalin
Direzione di scena Gianni Volpe.

L’idea
Il teatro delle origini, quello del profondo essere, dei valori ancestrali della persona umana, era basato sul gesto, sul ritmo degli eventi naturali, sulle pulsazioni vitali dell’essere umano.
Prima che le parole giungessero a significare era il codice della natura a far comunicare gli umani tra di loro e con il mondo, quasi a cercare, a trovare il senso più profondo della vita.
Il respiro, il tatto, il battito del cuore, il corpo e i suoi speciali movimenti insieme ai rumori, ai suoni, ai profumi, ai colori e ai segni dell’ambiente sono i protagonisti delle esperienze comunicative ed espressive immutabili nella forza e nel valore.
Inizia un percorso di ricerca sulla persona umana , su i suoi risuonatori interni, su i suoi gesti, espressioni, posture, su i segni prodotti nell’aria che poi si materializzano in colori, figure, immagini. Nasce piano piano una partitura musicale silenziosa, ma decisa, forte dell’energia del corpo, del colore, dell’ascolto interiore, profondo. Si costruisce un racconto, un racconto narrato dal silenzio, dalla poesia del misterioso, dalla capacità quasi magica del rito e dell’arte. La pittura, la danza, i gesti codificati di frammenti poetici si uniscono in un universale, silenzioso CANTO dell’ANIMA.

Lo spettacolo
A partire da un lavoro di drammaturgia sul testo “Favola d’amore” di H. Hesse, un attore-pittore e una attrice-danzatrice, realizzano un evento spettacolare, una performance teatrale.
La struttura è composta da elementi pittorici realizzati dal vivo dal pittore, parti danzate ed azioni gestuali della danzatrice.
La bellissima storia di Hesse diviene un pretesto per evocare in un etereo silenzio, quelli che sono i suoni, rumori, elementi vitali che stimolano l’azione, la vita di ognuno di noi, fino ad arrivare all’incontro, alla comunicazione e alla comunione, proprio come avviene nella favola fantastica dello scrittore.

 

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